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A Matera
A Matera si viene a Settembre , quando l’estate sta finendo, ed il tempo, come la stagione pian piano si chiude intorno ad una intimità ad un centro. Arriviamo a frotte, con tanti mezzi, prima l’aereo, poi l’auto, poi le alte salite a piedi. Questa città è fatta come il Purgatorio, ci sono i gironi in salite a spirale fino alla cima e tante grotte ed ogni angolo ti può stupire. La pietra nuda e chiara, appena si sgretola è colonizzata da piante inspiegabilmente rigogliose, e fanno anche frutti, fichi e melagrane, sacri a Venere.
Questa città sembra fatta per le donne, non solo perché è faticosa ed un po’ lenta, ma perché sembra che sia nata da chi ha avuto ed ha pazienza. Poi non si possono ostentare fuoriserie, né fisici palestrati inguainati in tutine da ciclista, forse non ha nemmeno una squadra di calcio, e qui non è possibile fare parate militari, insomma una città femmina non solo per il nome , ed è un luogo dove le donne hanno imparato da secoli a tenere a bada il Monacello ….. Noi donne siamo in alberghi diversi, sparsi , in questa labirintica, ma alla fine riconoscibile viabilità, ed arriviamo tutte al raduno, tutti i giorni , puntuali, finchè dura il festival. Abbiamo scarpe basse ed il morale alto, carico di sogni e speranze e cartelle piene di manoscritti.
Ci si trova alle Monacelle, luogo che ha racchiuso gruppi di donne per secoli. Un tempo qui c’erano le custodi del Tempio, del sapere religioso, delle tradizioni muliebri, ora ci sono le sacerdotesse della Scrittura, che è un tempio ancor più vasto, e che implica rigore e sacrificio , quasi come quello delle monache e può essere ugualmente astratto. Sì perché se continuiamo a scrivere, nonostante i tanti impegni di lavoro, familiari e sociali, nonostante la difficoltà di farci leggere, vuol dire che comunque c’è un credo ed una passione vera .
Così si ascolta e si prendono appunti si imparano tecniche, modi di lavorare, si capisce come ci può parlare un cadavere, e come invece possiamo far parlare di noi sui siti internet e sulle riviste di scrittura. Poi il pomeriggio è davvero emozionante, ci sono gli incontri, gli appuntamenti, quelli che potrebbero far esaudire i sogni, alimentare le speranze. Questo è un festival interattivo, dove ogni donna può essere la protagonista, se non altro negli otto minuti che ha a disposizione per raccontare la sua Storia , per incantare e convincere.In questa occasione un biglietto da visita ha il valore di un santino. Lo si conserverà come una reliquia, ed a casa a volte tornerà fuori dall’involucro dove lo si è messo tutte le volte che ci si chiede “ Avrà letto ? forse sarà meglio che scrivere per chiedere notizie ? “
Alcune arrivano al primo appuntamento pomeridiano trafelate. Sono ritornate in albergo, perché hanno cambiato programma sulle cose da presentare , perché hanno dimenticato qualcosa , così scendono e salgono i dirupi come Messner. Chissà se c’è un valore nel sacrificio ed un premio per la fatica e la disciplina . Mah ! è sempre più difficile rispondere alle grandi domande in un ‘epoca superficiale ! Ogni tanto si va sulla terrazza a posare lo sguardo sul lontano. C’è un orrido con subito sotto una strada a tante curve e la valle si apre su un canyon, misterioso come quello di Petra, piega sulla sinistra e la valle diventa sempre più stretta e non si sa dove conduce. Forse alla fine di quella gola, là dove lo sguardo non può arrivare si cela un sentiero, un cammino segreto che porta ad un paese, bello e unico come Matera, ma dove i contratti editoriali vengono serviti al ristorante al posto dei tovaglioli, da bei ragazzi che ti guardano negli occhi e si parla anche di diritti cinematografici. Persino la pubblicità e le frasi dei cioccolatini sono opera tua …….
E questa terra è così particolare! Altipiani brulli, pieni di buchi come un formaggio groviera, una terra madre, che può accoglierti nel suo ventre, caverne adatte a nascondersi, adatte ad un rifugio post atomico, forse antisismiche, destinate a durare nei secoli. Un paesaggio che non si può più dimenticare.
In questo festival, ci sono tante occasioni di socializzare, è un festival ricco che offre buffet sontuosi, per lavoro sono stata a convegni costosi dove se la cavavano con salatini e succo di frutta. Qui ci sono i doni di questa terra, semplici e così particolari che portano a ricordi antichi, verdure e legumi, questo dovevano mangiare i contadini qui tempo fa, poi pasta e mozzarelle e c’è anche il pesce del vicino mare. Per fortuna tutto è presentato nella maniera tradizionale, niente è frullato, mantecato, passato nei sifoni. Masticare è dare armonia al gusto di un cibo e dà ritmo al nutrirsi, di quelle spume, di quei cucchiai immersi nelle salsine e nei budini non se può più. Poi c’è un vino rosso corposo che sembra una pozione magica, perché Gandalf il Grigio di qui forse ci è passato, si vedono ancora i segni della sua lotta contro le forze oscure su queste montagne! Questo vino fantastico color rubino scuro si chiama Primitivo ed ha veramente qualcosa di ancestrale e solare che mette di buon umore. Si mangia e si chiacchiera, ci si scambiano speranze, si fa il punto della situazione come se gli incontri fossero stati esami, prove scritte consegnate e destinate forse a girare il mondo, forse a rimanere nei nostri files, le parole comunque hanno sempre un gran potere, anche solo per chi le ha fatte esistere sulla carta.
Questo è anche un wonder festival, ci sono sorprese e spettacoli ogni sera, vampiri che compaiono su torri illuminate dalla luna piena e cene con delitto e fuochi d’artificio… Ci si diverte tra questi sassi ! Davvero questa città merita di diventare capitale europea della cultura, a dispetto di chi si vanta di non essere mai stato al sud, ma non è mai riuscito a finire la scuola, a riscatto di un passato di miseria, e perché “il tempo si è fermato a Matera “ .è un posto dove le ristrutturazioni hanno rispettato la natura e lo spirito del luogo, è un posto dove la bellezza è qualcosa di veramente unico ed irripetibile. Un patrimonio dell’umanità , un fiore da portare all’occhiello con onore.
Così anche se non succederà niente, l’esserci state non è tempo sprecato, tempo sprecato sarebbe non aver provato, non essere state presenti e aver rinunciato pensando che non ne valesse la pena. Quasi tutte le strade della vita non sono digitalizzate sul gps e sono faticose e piene di pietre come quelle di Matera, ma magari ci sono sorprese e idee nuove lungo il cammino, l’ importante è continuare a scrivere.
Io quest’ altr’anno ci sarò, perché è un festival che è anche una festa irrinunciabile, una festa per le donne che hanno qualcosa da raccontare. Spero di rivedervi .
Un arrivederci ed un augurio sincero di buon Natale a tutte Voi
Rosanna
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