Michela Gallio

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Cerco romanzi civili. Nei due sensi. Il primo: non ombelicali, capaci di allargare lo sguardo del lettore sul mondo (questo, o un altro), di proporre storie, eventi, personaggi – ispirati alla realtà o inventati, non importa – che accrescano la conoscenza, alterino la coscienza, generino pensiero e magari siano anche piacevoli da leggere. Il secondo: civilmente scritti, privi almeno delle tre più esecrabili forme di sciatteria (anacoluti, uso del pronome “gli” al posto di “le”, po’ con l’accento).

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